Presentazione del progetto “PROFETI IN PATRIA

La programmazione culturale che inizia per il Comune di Montecchio Emilia, come per tradizione scolastica, in autunno sarà quest'anno dedicata ad un altro ambito artistico di cui il nostro paese vive: Il Teatro, in omaggio ad Ermete Zacconi.

L'iniziativa “Profeti in Patria“ che, conterrà le numerose proposte culturali, ha in questi ultimi tre anni cercato di avvicinare i cittadini ad importanti artisti di Montecchio, perchè , come sostiene il regista A. Tarkovskij “L’arte esprime tutto ciò che vi è di migliore nell’uomo: la Speranza, la Fede, la Carità, la Bellezza, la Preghiera… Ossia ciò che egli sogna, ciò che egli spera […] Quando un uomo che non sa nuotare viene gettato in acqua non è lui ma è il suo corpo che comincia a compiere movimenti istintivi nel tentativo di salvarsi. Anche l’arte è come un corpo umano che viene gettato nell’acqua; è per così dire l’istinto dell’umanità di non affogare in senso spirituale.(...) Che cos’è l’arte? È il Bene o il Male? Proviene da Dio o dal Diavolo? Dalla forza dell’uomo o dalla sua debolezza? Forse in essa è racchiuso un ideale di armonia sociale? Consiste in questo la sua funzione? Essa è una dichiarazione d’amore, un riconoscimento della propria dipendenza dagli altri uomini, una confessione, un atto inconsapevole, ma che rispecchia l’autentico significato della vita: l’Amore e il Sacrificio.”

Quest'anno cinque artisti hanno deciso di accompagnarci in questo viaggio che speriamo possa portarci a sentire la nostra città come un luogo in cui già si percepisce il rumore del mondo di domani, un mondo dove , rotto il silenzio, tante voci ricominceranno a sentirsi, voci che chiedono, che progettano, che dialogano, che ridono e che piangono ma che vengono ascoltate , accolte e intrecciate in quel “Asilo-Mundus” che Plutarco pensava sarebbe stata la città di Roma:

“...appena fondata la nuova città la prima cosa che fecero fu di erigere un tempio del dio Asilo, ove gli evasi potevano rifugiarsi. Vi si accoglieva chiunque; il servo non veniva restituito al padrone, il debitore non era consegnato ai creditori, né gli assassini ai magistrati, affermandosi che per diretta volontà del dio Apollo, il luogo doveva essere considerato sacro e inviolabile (…)e vi furono poste tutte le primizie di tutte le cose sancite dalla consuetudine come utili e dalla natura come necessarie alla vita umana. Poi ciascuno portò una manciata di terra del paese da cui proveniva, e la gettò tra le primizie, confondendole tutte assieme. Indi preso il fosso, che designano con il nome usato anche per l'universo, e cioè MUNDUS, tracciarono in giro il perimetro della città“ (Vite parallele )

Così come i Teatri dei nostri Profeti e di tutti gli artisti e intellettuali che parteciperanno al progetto si mescoleranno nella loro assoluta e irrinunciabile diversità fino a creare una nuova aria culturale, così il teatro di quella eterna commedia umana che è la vita di ognuno di noi, troverà nel nostro Asilo-Mundus , che ancora non ha luogo, un luogo dove potersi esprimere, conoscere, confrontare e forse ricevere un rassicurante, caloroso applauso.

L'Assessore alla Cultura del Comune di Montecchio Emilia Angela Marchetti